XinRen dal 21 al 51% di Xinjiang

(da: sharesinv.com)

(da: sharesinv.com) alluminio

Attivo dal 1978 il colosso cinese XinRen Aluminum Holdings è in possesso di due poli di lavorazione dell’alluminio a Yichang nella provicia di Hubei; e a Lipanshui presso Guizhou, con una capacità produttiva complessiva pari a 275 mila tonnellate all’anno.
Accanto a questi il primarista e smelter cinese conta anche un impianto di fabbricazione a Jiangyin (provincia di Jiangsu) con un output annuo da 50 mila tonnellate e ha recentemente annunciata però l’intenzione di aumentare la sua quota di partecipazione nella fonderia di alluminio Xinjiang (per esteso: Xinjiang Production and Construction Corps; Divisione Agricultural Eight Xinjiang Tianshan Aluminum Plant Co., Ltd.) passando dal 21 al 51%.
L’impianto di Xinjiang è considerato quanto mai attraente sia per la sua capacità di trasformare 400 mila tonnellate di alluminio ogni anno, destinate nelle ipotesi di XinRen a raddoppiare (si parla peer la precisione di 880 milioni), e sia per la sua redditività: nel 2013 esso è valso 443 milioni di yuan di utile, laddove il valore dello yuan è calcolato attorno a 0,12 euro.
I comunicati ufficiali di XinRen hanno tuttavia messo in evidenza altri particolari quali i costi operativi considerati fra i più bassi nell’intero panorama degli smelter della Repubblica Popolare, frutto anche dei risparmi sulle tariffe energetiche che derivano dalla presenza di un impianto di generazione interno.
Sempre secondo le fonti, l’output totale di Xinjiang potrebbe passare a un massimo di 1,6 milioni di tonnellate, sotto il maggior controllo di XinRen.

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