Volkswagen accelera in Cina; Mercedes raddoppia in India

(da: en.showchina.org)

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Secondo quanto riportato anche da altre fonti della stampa specializzata, è stato con una cerimonia in grande stile alla presenza della cancelliera Angela Merkel e del primo ministro Li Kequiang che il presidente e amministratore delegato di Volkswagen China Jochem Heizmann ha siglato un accordo per la realizzazione di due nuovi impianti di produzione automobilistica sul suolo della Repubblica Popolare. Partner nell’operazione e presente alla firma del trattato anche il presidente di First Automobile Works o Faw, principale costruttore di vetture sul territorio, Xu Jianyi.
Faw è stata coinvolta direttamente anche nella scelta delle località in cui i due stabilimenti sono destinati a sorgere, Quingdao (nella provincia di Shandong) e Tianjin, selezionate per la loro elevata specializzazione e per le infrastrutture avanzate, oltre che per il fatto che proprio a Tianjin è pronta a essere inaugurata (entro la fine di quest’anno) una linea per la produzione dei nuovi sistemi di cambio a frizione duale Dsg Volkswagen. L’investimento complessivo che Faw e Vw sono attese a sostenere per l’operazione di ampliamento delle fabbriche sarebbe pari, stando alle fonti, a due miliardi di euro. Insieme, Faw-Volkswagen e Shanghai Volkswagen, le due joint venture con cui la compagine tedesca presidia il mercato del Dragone, hanno venduto 1,51 milioni di veicoli nei primi cinque mesi del 2014, con una crescita del 17,7% rispetto allo stesso periodo del 2013.
Con l’intenzione di potenziare la sua presenza nella fascia alta del mondo auto Mercedes Benz ha invece annuciato l’intenzione di costruire il suo secondo polo produttivo in India, così da raddoppiare a breve la sua capacità di output. La multinazionale ha già uno stabilimento a Chakan, presso Pune, che dal 2009 potrebbe mettere in circolazione circa 10 mila modelli ogni anno. L’azienda teutonica si attende d’altra parte un incremento in doppia cifra dei suoi volumi di consegna, fermi lo scorso anno a 9.000 unità, contando, così come i suoi vertici hanno fatto sapere, su un’espansione del segmento luxury, oggi pari all’1,5% soltanto del panorama automotive privato indiano.

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