Valorizzare i talenti per creare valore

Daniele Salvaggio, owner di Imprese di talento

L’aforisma di Ernest Hemingway «Ora non è il momento di pensare a quello che non hai,  pensa a cosa puoi fare con quello che hai» è anche la direttiva principe lungo la quale muove la neonata iniziativa di consulenza e formazione avviata dall’owner Daniele Salvaggio, un passato presso la Federazione dell’industria musicale italiana o Fimi, e intitolata Imprese di talento.
«Qual è il vero capitale di ogni impresa o organizzazione?», si è chiesto Salvaggio al principio della sua avventura imprenditoriale, rispondendosi: «Valutare le competenze e puntare alla migliore performance di ciascuna risorsa, è oggi diventato indispensabile in Italia come nel resto del mondo. Si tratta di una scelta evolutiva prima ancora che economica, che deve far parte degli obiettivi strategici, permeando processi e persone».La lezione non è indirizzata solo ai grandi nomi ma acquista forse significati ulteriori nel contesto nostrano delle piccole e medie aziende talora ignare delle potenzialità professionali che già si trovano in casa e quindi per molteplici motivi incapaci di farle rendere al meglio.
«Lo sviluppo sostenibile di un’organizzazione», ha detto Salvaggio, «si misura anche attraverso un maggiore equilibrio negli interventi a sostegno del capitale umano, il che si esemplifica attraverso una serie di interventi capaci di scoprire e valorizzare le proprie eccellenze in termini di leadership, flessibilità, knowledge e creatività. L’idea di una vision preventiva, In-Placement, è un segnale concreto attraverso il quale si individuano e si valorizzano le competenze e le motivazioni di ciascuna risorsa, si costruiscono spazi di formazione con particolare attenzione al potenziamento dell’autostima, al lavoro in team, allo sviluppo di risorse personali e si pone come obiettivo quello di contribuire a rafforzare una cultura d’impresa meritocratica e profittevole».
La comunicazione interna all’azienda, quale che ne sia la dimensione, è considerata la chiave di volta per la riuscita di un progetto di valorizzazione dei talenti e delle risorse e per la creazione di vantaggiose sinergie nei reparti. Quanto all’oggetto di una tale comunicazione e alle sue prerogative e modalità, Salvaggio non ha dubbi: «Prima di tutto vanno trasmessi i valori aziendali, ciò che va oltre la quotidianità e che diventa essenziale nelle azioni di micro management. I valori devono diventare patrimonio della comunità, così da rendere dipendenti e collaboratori dei veri e propri agenti di una comunicazione che, per essere efficace, deve avere una soluzione di continuità. Ecco perché la formazione risulta fondamentale: non deve essere solo tecnica, per esempio formare il dipendente perché utilizzi al meglio i social network aziendali, ma incentivante, cioè in grado di rendere la risorsa protagonista del suo stesso progetto e del suo modo di comunicarlo».

 

Per essere veramente efficace, la formazione deve essere costruita su misura: le competenze e le persone che le sviluppano e le condividono, rappresentano infatti il vero valore aggiunto di una realtà organizzativa evoluta, competitiva e pronta a affrontare il futuro.

 

 

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