Editoriale

Una buona notizia

Luca TomesaniDIEM – Dipartimento di Ingegneria
delle Costruzioni Meccaniche,
Nucleari, Aeronautiche e di
Metallurgia, Università di Bologna 

Fare finta di niente, mentre si ascoltano le notizie del giorno, è diventata un’arte o forse solo una abitudine. Le notizie buone scarseggiano, e ci facciamo piacere quelle così così. Quindi approfitto di questa rubrica per darvene una che mi sembra buona. Non è proprio una notizia da telegiornale, ma su Fonderia e Pressofusione non ci sta affatto male. La notizia è questa: agli studenti la fonderia piace.

Entro nel dettaglio della notizia: da qualche settimana, in un corso del quinto anno, stiamo cercando di spiegare agli studenti come si industrializza un prodotto. Si lavora a gruppi; a ciascun gruppo viene dato un componente industriale, non troppo difficile, e gli si affidano le seguenti operazioni: ipotizzare un piano di sformatura; disegnare il sistema di colata e le materozze, con un programma CAD; fare una verifica termica del sistema con un programma FEM; generare lo stampo, ancora al CAD; generare il percorso utensile al CAM e verificare la fattibilità su una macchina a tre assi; fare una verifica finale al FEM e prevedere eventuali difetti del getto; suggerire modifiche al sistema proposto e preventivare i costi e i tempi della produzione del componente, andando a cercare i costi dei materiali, della manodopera, delle macchine e attrezzature utilizzate.Oltre a questo lavoro, che non è affatto piccolo, gli studenti devono sorbirsi tutte le lezioni teoriche per capire la teoria dei programmi che usano, altrimenti non riuscirebbero a interpretare i dati che trovano. Tutti i risultati devono essere discussi con ricercatori esperti del settore, che hanno diversi anni di esperienza di messa a punto di prodotti industriali.

Sono in tutto una cinquantina di ragazzi; una decina di loro cambierà corso perché è un facoltativo e possono farlo, ma gli altri ci si tuffano a capofitto e sono semplicemente entusiasti. Alcuni di loro, credo, ci chiederanno di fare delle tesi di laurea per approfondire gli argomenti, e sono argomenti di fonderia. Ma ci pensate? Qui e oggi, quaranta studenti entusiasti di industrializzare componenti di fonderia!!! Che notizia.

E adesso lasciatemi lavorare di fantasia… Se un imprenditore arrivasse durante la lezione e dicesse che assume chi prende il voto più alto, questa sarebbe un’altra bella notizia. Se un altro imprenditore offrisse a cinque di loro degli stage in azienda, se l’associazione fonditori mi facesse avere le licenze gratis e non dovessi pagarle con i miei fondi per la ricerca, questo sarebbe un bel sogno. Se gli assistenti che tengono il corso fossero retribuiti e non lavorassero gratis, che bello sarebbe!!

Se potessimo mettere insieme l’entusiasmo dei ragazzi con una scuola degna di questo nome e con aziende dinamiche, che partecipano alla formazione dei loro futuri quadri, avremmo un ottimo motivo per infischiarcene di quello che dice il telegiornale. Ma forse a quel punto il Tg avrebbe altre notizie…

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