Ucimu: nel 2015 la produzione made in Italy crescerà del 5,2%

ucimuPositivo il bilancio 2014 per l’industria italiana costruttrice di macchine utensili, robot e automazione che ha visto crescere la produzione trainata dalla ripresa del consumo interno. Del risveglio della domanda italiana hanno beneficiato principalmente le consegne dei costruttori, protagoniste di un deciso incremento.
L’industria italiana, secondo quanto riportato dalla sigla di categoria UCIMU – SISTEMI PER PRODURRE nel corso di una affollata, recente assemblea dei soci, ha rafforzato così la sua quarta posizione nella graduatoria mondiale dei produttori, e si è confermata terza nella classifica degli esportatori. Lo ha detto il presidente dell’associazione Luigi Galdabini, intervenuto a un’assise che ha vista anche la partecipazione del numero uno di Confindustria Giorgio Squinzi.
Nel 2014, la produzione, in crescita del 7,9%, si è attestata a 4.840 milioni di euro, trainata dalla ripresa del consumo interno, cresciuto del 33,8% a 2.738 milioni di euro, che ha favorito le consegne dei costruttori italiani salite, del 44%, a 1.587 milioni, e delle importazioni, in crescita, del 21,9%, a 1.151 milioni di euro.
Le esportazioni hanno invece registrato un calo del 3,9% a 3.253 milioni di euro, attribuibile nel parere di Ucimu anche alla scelta dei vendor di presidiare anzitutto il mercato domestico tornato finalmente a consumare.

Gli Stati Uniti sono il primo mercato di sbocco
La ripresa dell’industria italiana di settore dovrebbe trovare conferma anche nel 2015, come emerge dai dati di previsione elaborati dal Centro studi & cultura di impresa di UCIMU.
In particolare, nel 2015, tutti i principali indicatori sono attesi a un incremento: la produzione dovrebbe impennarsi del 5,2%, a 5.090 milioni di euro, mentre per il consumo si prevede l’approdo a a 2.895 milioni di euro, il 5,7% in più rispetto all’anno scorso, trainando sia le consegne dei costruttori, attese in crescita del 4,3% a 1.655 milioni, sia le importazioni (+7,7%).
Un segno positivo si aspetta anche dalle esportazioni che, in crescita del 5,6%, sarebbero destinate a toccare quota 3.435 milioni di euro. Il rapporto export su produzione, ridimensionatosi nel 2014 per effetto della domanda italiana, resterà stabile, secondo le stime, attestandosi al 67,5%.
Gli Stati Uniti sono risultati il primo mercato di destinazione del made in Italy di settore, seguiti da Cina, Germania, Russia, Francia. L’ultima rilevazione disponibile, relativa al periodo gennaio-marzo 2015, ha evidenziata una ripresa delle vendite oltreconfine che si è concretizzata in un incremento del 2,1% rispetto al primo trimestre del 2014.
La Cina è tornata a guidare la graduatoria dei paesi di sbocco, in virtù di un incremento del 9,3% degli acquisti di macchine utensili italiane. Seguono Germania (-9,4%) e Stati Uniti (-3%). Bene la Russia (+40%). A chiudere le posizioni di vertice della graduatoria è stato il Regno Unito (+155,7%).

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