Strumenti di calcolo: verso un’adozione consapevole

(da: it.wikipedia.org)

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L’utilizzo di strumenti di calcolo avanzati per la risoluzione di problematiche di valenza industriale rappresenta oramai una consuetudine in un vasto campo di mercati e di applicazioni. Il Metodo agli Elementi Finiti, ad esempio, consente di risolvere in modo approssimato i problemi descritti da equazioni complesse. Questa semplificazione, insieme anche all’aumento continuo nella potenza di calcolo, ha reso disponibile uno strumento nuovo e potente per la comprensione dei fenomeni fisici. Allo stesso tempo, si è affermato come una tecnica validissima per supportare progettisti ed ingegneri nell’affrontare le loro complicazioni quotidiane. E, con il trascorrere degli anni, sempre più ambiti applicativi ne hanno tratto beneficio.
Al giorno d’oggi, questi strumenti di calcolo sono considerati indispensabili per qualsiasi verifica si renda necessaria durante lo sviluppo di prodotti e processi, compresi quelli di fonderia. Questa loro diffusione è legata soprattutto all’ampio lavoro fatto negli ultimi decenni per migliorare gli algoritmi di calcolo e per semplificare le interfacce di impiego. Forti dei risultati raggiunti, molto spesso sono gli stessi rivenditori di questi codici, la cui concorrenza è spietata, ad offrire alle aziende licenze e supporto tecnico a prezzi abbordabili, pur di favorire la massima diffusione delle proprie piattaforme. In particolare, sono soliti proporre, in forma di tutorials, esempi di applicabilità dei codici a casi concreti, non ultimo alle fonderie.
Però, a ben guardare, resta evidente come il fine ultimo di questa operazione sia la vendita di uno specifico codice, piuttosto che la sua reale verifica funzionale all’interno del mondo fusorio.
Ne consegue che, molto spesso, gli esempi proposti sono semplificati ad arte portando a motivazione la complessità fisica, la mancanza di tempo oppure, persino, la riservatezza industriale. Inoltre, si trascura quasi sempre un confronto serio con quanto avviene nella realtà. Da qui arriva il mio suggerimento di fermarsi a riflettere prima di passare all’acquisto di questi codici. Economici o costosi, semplici o difficili da utilizzare, bisogna comunque chiedersi cosa ci aspetti da essi. L’utilizzatore medio si pone, per sua natura, di utilizzarli per ottenere risposte rapide ai suoi dubbi. Confida in essi e si aspetta che le risposte siano valide, nel senso di essere idonee all’utilizzo che intende farne. Questo è un aspetto particolarmente delicato, che tocca una ultima, ma importante considerazione.
L’estrema diffusione dei codici di calcolo non può trascendere dalla necessità di renderli, per così dire, autoconsistenti. Non è ammissibile mascherare eventuali errori nei risultati giustificandoli con la scarsa preparazione dell’utilizzatore. Non trattandosi di strumenti pensati per essere limitati a pochi addetti, ma largamente promossi, con anche ampie infarinature scientifiche, devono essere affidabili e robusti a priori. In pratica, prima di impegnarvi con un ben determinato strumento di calcolo, scelta da cui si torna indietro con sacrificio, fate attenzione a cosa vi viene promesso. Non accettate che sia un esempio preconfezionato e qualche colore a convincervi.
Pretendete di sviluppare uno studio sulle vostre reali problematiche. E di essere proprio voi a portarlo a termine. Se non vi riesce, lasciate tranquillamente perdere.

 

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