Sostenibilità fa rima con competitività

Fonderia di Torbole: panoramica della sede di Torbole Casaglia (Brescia)

Fonderia di Torbole: panoramica della sede di Torbole Casaglia (Brescia)

Fra le più moderne e affermate fonderie europee, con un sistema di garanzia di qualità accreditato ai massimi livelli, Fonderia di Torbole rappresenta il chiaro esempio di come l’eccellenza italiana possa trovare adeguato lustro in tutto il mondo. Con sede principale a Torbole Casaglia, alle porte della cintura bresciana, vanta infatti una quota di export pari a circa il 75% delle vendite e si pone quale partner ideale per attività di co-design e subfornitura sia per costruttori di veicoli sia per i fornitori di sistemi. L’azienda infatti sviluppa, produce e commercializza getti grezzi e finiti di lavorazione di alta qualità, di media e grande serie, in ghisa grigia legata e non legata per il mercato automotive.Un’attività svolta con una capacità installata di circa 140 mila tonnellate l’anno di fuso e da sempre riponendo grande attenzione non solo ad aspetti legati alla tutela e al rispetto dell’ambiente (l’azienda è certificata ISO 14001 dal 2008), ma anche con politiche aziendali tese a conseguire risultati di rilievo in campo ambientale, nell’ambito della sicurezza, relativamente alla salute dei lavoratori (Environmental, health and safety o Ehs – Ambiente, Salute e Sicurezza) e nella salvaguardia dell’ecosistema nel quale opera.
In questo contesto giocano un ruolo importante anche l’efficienza energetica e un uso razionale delle risorse, al fine di poter ottenere maggiore competitività in un mercato sempre più complesso. A parlarne a Fonderia Pressofusione è stato Filippo Padella che, all’interno dell’azienda bresciana, ricopre il ruolo di energy manager e responsabile degli impianti elettrici: «Nell’ultimo quinquennio», ha detto Padella, «la nostra azienda ha imposto come priorità la razionalizzazione delle fonti primarie di energia elettrica e metano, con l’obiettivo di conseguire un’alta efficienza energetica e un contestuale contenimento dei costi».
Oggigiorno efficienza energetica è infatti sinonimo di maggiore competitività, sia per una riduzione dei costi dovuti al minor assorbimento di fonti energivore, sia per la possibilità di usufruire di incentivi governativi poi tradotti in un reinvestimento dei Tte (Titoli di efficienza energetica). In un mercato globale dove i costi fissi e di approvvigionamento delle materie prime sono sempre in aumento, il risparmio nell’utilizzo delle fonti energetiche assume quindi una notevole importanza per la quantificazione del prezzo finale del proprio prodotto.

Interventi e benefici operativi
Ma quali sono in concreto gli interventi che hanno apportato maggior beneficio (sempre in termini di uso razionale dell’energia) e quali i più recenti? «Gli interventi effettuati», ha proseguito e spiegato Filippo Padella, «sono stati molteplici: dalla sostituzione di tutto il parco motori avvenuta nel 2011 con motori ad alta efficienza IE2, all’inserimento di inverter su alcune applicazioni quali le giranti centrifughe, sino alla differente gestione delle serrande sull’aspirazione degli impianti quando essi erano fermi per manutenzione o guasti, passando per la diminuzione della produzione di aria compressa nella ricerca e la sistemazione delle perdite sulla rete di distribuzione. Altri interventi hanno poi riguardato anche l’installazione di lampade a led nei reparti dove vi era un utilizzo giornaliero, l’installazione di impianti domotici nella gestione dell’illuminazione nei reparti, con sensori crepuscolari e di movimento; per terminare con la sostituzione degli apparati di rifasamento».
Ridotti presso l’unità produttiva dell’azienda anche i consumi di gas metano grazie alla sostituzione di stufe radianti con quelle a irraggiamento, unitamente alla sostituzione delle caldaie e alla regolazione con sistema domotico dell’accensione e dello spegnimento; e alla diversa gestione dei bruciatori sulle cappe di aspirazione e sull’impianto cubilotto a vento caldo.
«Stiamo valutando», ha aggiunto lo stesso Padella, «anche la fattibilità di un sistema basato su tecnologia Orc, cioè Organic Rankine Cycle, per la produzione di energia elettrica dall’abbattimento delle temperature sul circuito olio diatermico del cubilotto a vento caldo; e infine il recupero del calore dagli scambiatori dei compressori per il riscaldamento dell’acqua sanitaria. In questa fase di studio sulla fattibilità del citato sistema Orc troviamo ingiusto che esso, diversamente da altri impianti di recupero energetico, non possa godere delle esenzioni della componente A nella fatturazione energetica».

L’importanza della Power Quality
Efficientamento produttivo ed efficientamento energetico: l’uno non esclude l’altro; ed è anzi la loro sinergia a risultare vincente.
«Sono pienamente convinto», ha argomentato Padella, «che l’efficientamento energetico porti a un efficientamento produttivo: ridurre gli sprechi significa per un’azienda maggiore competitività, come già sottolineato. Un esempio molto rappresentativo lo individuo nella sostituzione dei motori ad alta efficienza, dove un parco motori installato e molto datato è stato sostituito con motori a un basso consumo energetico rispetto ai precedenti con un triplice risultato: da una riduzione delle fermate produttive, a un abbattimento dell’investimento dovuto al riconoscimento dei certificati bianchi, per terminare con una diminuzione dei consumi di energia elettrica».
Benefici dunque che ogni azienda, con mirati interventi, potrebbe ottenere. A patto di conoscere e individuare anche le eventuali difficoltà e criticità che si potrebbero incontrare se si volesse intraprendere un percorso di sviluppo in questo senso.
«Come tutti riconosciamo», ha continuato Padella, «la prassi italiana della burocratizzazione di ogni procedimento con i conseguenti costi correlati e la scarsa informazione sulle normative rende il sistema industria poco reattivo a queste opportunità».
Va inoltre ricordato che l’attuale quadro normativo in materia di razionalizzazione dell’energia (e non solo) appare tutt’altro che immediato e definito. Norme europee molto chiare in merito non sono state ancora recepite in Italia e difficilmente verranno accolte nel breve periodo.
«Dal mio punto di vista», è il parere dell’energy manager di Torbole, «ritengo che per mantenere elevato il loro livello di competitività le aziende della media/grande industria debbano oggi essere in possesso della certificazione ISO:50001 con i relativi riconoscimenti annuali di Tte e l’abbattimento delle quote di Emission Trading. E sarebbe altresì stimolante poter premiare le aziende più attive in questo senso e più virtuose anche in termini di Power Quality, un concetto che in Italia appare quasi sconosciuto».
E se è pur vero che le basi per una corretta efficienza energetica sono costruibili nel quotidiano, altrettanto fondamentale è l’importanza che riveste una mentalità votata alla tutela dell’ambiente e non solo. «Tutti noi», ha ribadito e concluso Filippo Padella, «calati in qualsiasi realtà operativa, dal domestico all’industria, sino ai ai servizi e ai trasporti, dobbiamo essere efficienti. Ciò perché in un mondo globalizzato e sempre in continua crescita, risparmiare energia significa salvaguardare l’ambiente e risparmiare materie prime, fonti anche queste limitate. In questo contesto nell’industria non solo gli utilizzatori degli impianti devono essere responsabili, ma parimenti anche i costruttori di apparecchiature che, a prezzi a volte molto competitivi, si privano di tutte quelle accortezze dedite al risparmio energetico. Del resto, conosciamo fin troppo bene un certo meccanismo ormai ben radicato nel nostro Paese che ci porta a compiere determinate azioni solamente se le stesse sono imposte. Un atteggiamento che di certo non giova una crescita generale della quale potremmo divenire sicuri protagonisti».

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