Sempre competitivo il made in Italy delle forge

Gianfranco Tosini, responsabile dell'ufficio studi di Siderweb

Gianfranco Tosini, responsabile dell’ufficio studi di Siderweb

L’organismo di informazione e consulenza su acciai e materie prime Siderweb ha presentato recentemente l’atteso Outlook sul comparto italiano delle forge, il più importante in Europa insieme a quello tedesco. Composto da circa 40 imprese costituite sotto forma di società di capitali (per un fatturato complessivo di oltre 2 miliardi di euro e più di 5.000 addetti) e da un numero più consistente di imprese sotto forma di società di persone, si tratta di un settore che Siderweb ha definito «importante, vivo, caratterizzato da un altissimo valore aggiunto».
Tra i vari contributi, preceduti dall’intervento del professor Fabio Sdogati del Politecnico di Milano sul quadro macroeconomico generale, è stato centrale quello del responsabile dell’ufficio studi di Siderweb Gianfranco Tosini.
Secondo Tosini il settore delle forge italiano mantiene un buona competitività internazionale ma soffre della caduta drammatica della domanda interna, evidente nel confronto con l’omologo settore tedesco. Se nel periodo 2007-2013 la produzione delle forge italiane ha subito una contrazione di quasi il 15%, la variazione tedesca è stata circa del  +4%. Nello stesso periodo è diminuito il fatturato in quasi tutti i settori italiani utilizzatori di prodotti forgiati, e in gran parte di essi molto pesantemente (tra il 30% e il 60%). Anche in Germania alcuni settori soffrono, ma la gran parte di essi sono cresciuti: per esempio nell’ingegneria civile, un settore dove in Italia è stato perduto quasi il 40%, i tedeschi sono saliti del 12%.
Ma le forge sono solide; un dato incoraggiante: le forge stanno meglio dei loro clienti quanto a indebitamento. Gli indici di redditività, invece, potrebbero essere migliori: sono i più bassi della filiera (l’esempio viene dal Roi, il ritorno sugli investimenti che nel 2012 è stato del 4,8%, minore di quelli dei produttori di lingotti e di gran parte dei clienti), e sono pesantemente caduti negli ultimi anni (ancora sul Roi: nel 2007 era al 38,5%). Insomma, un massiccio trasferimento di redditività industriale dalle forge ai loro fornitori e clienti, al quale il settore non ha saputo opporsi.
Il quadro fornito da Gianfranco Tosini è stato confermato e arricchito dai successivi interventi: di Achille Fornasini, chief analyst di Siderweb, sui prezzi delle materie prime e dell’acciaio, e di Matteo Neri di Ernst & Young sui tre settori chiave dell’energia (petrolio e gas, rinnovabili, nucleare). Ha chiuso l’intenso pomeriggio di lavoro la tavola rotonda moderata dal professor Carlo Mapelli del Politecnico di Milano con la patecipazione di Jacopo Guzzoni (Fomas Group), Michael Manning (GE Power & Water) e Vincenzo Mazzola (Aso Siderurgica e Aso Forge).

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