SACE: l’export italiano può crescere del 4,7% sino al 2018

(da: pneusnews.it)

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Una congiuntura macroeconomica favorevole, livelli di rischio complessivamente stabili a livello globale e un ampio potenziale inespresso ancora da cogliere. Questo il quadro da cui prende le mosse Restart, l’ultimo rapporto export di SACE di recente presentazione dinanzi a 300 rappresentanti di imprese, banche e realtà impegnate nel sostegno all’internazionalizzazione, che segnala, per le imprese esportatrici italiane, l’aprirsi di una finestra di opportunità unica e previsioni di crescita a un tasso medio annuo del 4,7% nei prossimi quattro anni.
La società specializzata nei servizi di assicurazione del credito e di protezione degli investimenti ha proposte due vie per rafforzare la presenza delle nostre imprese sui mercati internazionali, ovvero la valorizzazione della filiera agroalimentare che rappresenta circa il 10% delle vendite dalla Penisola all’estero e che traina con sé naturalmente il business della meccanica e dei macchinari a essa correlati; e l’identificazione delle geografie più promettenti per i prodotti italiani, attraverso la creazione di un nuovo indicatore, l’Export Opportunity Index.
Secondo le previsioni di SACE, le esportazioni italiane di beni cresceranno del 3,9% nel 2015, un tasso doppio rispetto a quello dell’anno precedente. Il ritmo di crescita aumenterà ulteriormente nel triennio 2016-2018, fino ad attestarsi al 5%.
Un ritmo positivo, ma distante da quello pre-Lehman, a testimonianza dell’impatto permanente della crisi finanziaria mondiale sul commercio internazionale. Tra il 2000 e il 2007, in media, il commercio mondiale è cresciuto del 7,3%, superiore di 3 punti percentuali rispetto al periodo 2011-2018.

La meccanica… in tavola
I prodotti dell’agricoltura e dell’industria alimentare: tra i simboli più apprezzati del Made in Italy, pari al 10% dell’export italiano, dovranno giocare secondo il Rapporto di SACE un ruolo propulsivo per una maggior internazionalizzazione del nostro Paese.La filiera agroalimentare italiana, con un mercato globale che vale oggi 1,1 trilioni di euro, ha un ampio potenziale da esprimere, forte del buon posizionamento dell’Italia sul podio mondiale dell’export in comparti come quelli dei macchinari agricoli e dei macchinari per la trasformazione alimentare (in cui siamo rispettivamente al 3° e al 2° posto) e dei buoni margini di sviluppo nei comparti degli alimentari e dei beni agricoli (in cui ricopriamo rispettivamente il 7° e il 15° posto a livello globale).
Espandendo i mercati di riferimento e rafforzando la leva dell’internazionalizzazione, SACE stima per la filiera agroalimentare un potenziale guadagno di export aggiuntivo di 9 miliardi di euro entro il 2018: 7 miliardi di euro dal comparto agroalimentare e altri 2 miliardi di euro da quello dei macchinari, di cui l’84% macchine agricole.
Oggi il comparto dei beni agricoli e alimentari è quello per il quale SACE prevede il maggior dinamismo nei prossimi quattro anni, con un’attesa di crescita media dell’export del 6,5% tra il 2016 e il 2018, superiore ai beni di consumo (+5,3%, nel medesimo periodo), ai beni di investimento, core dell’export italiano (+5,2%) e ai beni intermedi (+3,9%).

 

 

 

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