Quando la produzione si ottimizza a fine linea

fig. 5 Pal-470.2 OKLa Fonderia di Torbole, in provincia di Brescia, ha velocizzato le proprie linee di sbavatura su getti in ghisa, grazie ad un sistema di pallettizzazione robotizzato realizzato in collaborazione con Comau.
Gli impianti di pallettizzazione di fine linea hanno un ruolo estremamente importante quando si tratta di condurre applicazioni industriali complesse e flessibili. Innanzitutto non devono rallentare l’efficienza produttiva ottenuta nelle varie fasi del ciclo di lavorazione; in secondo luogo devono razionalizzare il più possibile la gestione dei componenti finiti, anche in presenza di specifiche condizioni operative richieste dai clienti finali.
Per raggiungere questi obiettivi la scelta ricade sulla robotica considerando l’alta velocità e la precisione di esecuzione che caratterizzano le performance dei robot pallettizzatori.
Un esempio interessante di quanto detto ci arriva da un’applicazione di pallettizzazione robotizzata realizzata da GRobotica con robot Comau presso un’azienda di Torbole Casaglia (BS), che opera nel settore foundry dal 1924: Fonderia di Torbole. In questo stabilimento si producono, da getti in ghisa, dischi e tamburi freno per il settore automobilistico, commerciale leggero e industriale pesante, destinati ai principali costruttori automotive italiani ed esteri.

Parola d’ordine: velocità
Nello stabilimento di Fonderia di Torbole sono attualmente attive nove linee di sbavatura su getti in ghisa per la produzione di dischi e tamburi freno. L’azienda aveva la necessità di realizzare un impianto automatizzato di fine linea che permettesse di prelevare e stoccare in modo più veloce i componenti finiti per essere poi inviati ai clienti. L’applicazione è stata realizzata con successo grazie al robot Comau SMART PAL 180.
«Grazie all’impiego di un robot Comau siamo riusciti a gestire le operazioni di pallettizzazione di fine linea richieste dai nostri clienti in modo più veloce ed efficiente che in passato» – spiega Gabriele Lazzaroni, responsabile del reparto collaudo di Fonderia di Torbole. «Il robot ha il compito di prelevare i pezzi lavorati dal rullo e sistemarli all’interno di contenitori specifici, per essere poi consegnati alle aziende utilizzatrici. Per ottimizzare il tempo-ciclo della linea, abbiamo scelto di utilizzare un robot pallettizzatore che ci garantisse di ottenere una velocità maggiore d’azione.»
Una performance che ha permesso a Fonderia di Torbole di velocizzare anche l’intero processo di sbavatura che prima, globalmente, veniva rallentato dalle operazioni di carico/scarico e smistamento previste a fine linea.

SMART PAL, nato per pallettizzare
«La robotica Comau oggi attiva in Fonderia di Torbole ha soddisfatto appieno le nostre aspettative e i nostri obiettivi operativi, arrivando a garantirci un tempo ciclo di appena 6 secondi, proprio come da nostra necessità», spiega Gabriele Lazzaroni.
SMART PAL 180 di Comau è un robot studiato appositamente per condurre operazioni di pallettizzazione. Ha una capacità di carico da 180 kg, uno sbraccio orizzontale da 3,1 metri, ripetibilità di 0,25 mm. e tecnologia a polso cavo. Queste caratteristiche tecniche sono adatte per gestire in modo efficiente applicazioni di carico/scarico, prelievo di prodotti multipli, pallettizzazione e operazioni a elevata velocità.
Nel caso specifico dell’applicazione condotta presso la fonderia bresciana, lo SMART PAL 180 impiegato nella linea di sbavatura, va a movimentare e ad allocare dischi e tamburi freno con un peso variabile, che parte dai 4 kg. e mezzo dei componenti prodotti per il settore automotive ai 45 kg. dei pezzi richiesti per il comparto dell’industria pesante.

Processi a misura di cliente
Per la Fonderia di Torbole Casaglia la difficoltà di quello che può sembrare un semplice processo di prelievo e di riposizionamento pezzi è costituita da una richiesta di modalità di consegna dei prodotti finiti altamente customizzata. L’esigenza di ogni azienda cliente è infatti quella di ricevere i componenti sistemati con una modalità e in un numero tale da poter essere caricati immediatamente nelle proprie linee di lavorazione, senza che debbano essere previsti interventi aggiuntivi di operatori o macchinari dedicati.
«La necessità di pallettizzare secondo modalità specifiche i nostri prodotti, una volta terminato il processo di sbavatura, è data dal fatto che i nostri clienti impiegano, a loro volta nei loro stabilimenti, dei sistemi di de-palletizzazione automatica con cui prelevano e mettono direttamente in linea i pezzi ricevuti, per poi lavorarli» – spiega il responsabile del collaudo di Fonderia di Torbole – «da qui nasce l’esigenza di sistemare i dischi e il tamburo freno nei contenitori, in un numero e in una posizione ben definiti, che faciliti e ottimizzi poi le operazioni di prelievo a bordo macchina dei clienti».
Ma non è tutto: «La tipologia di pallettizzazione che ci viene richiesta e che dobbiamo eseguire di volta in volta cambia per ogni cliente che serviamo, anche perché sono diversi i prodotti finiti da lavorare, la loro dimensione e il peso, oltre che la misura dei contenitori necessari per trasportarli», spiega ancora Lazzaroni. Questa particolarità viene gestita da Fonderia di Torbole attraverso la programmazione del robot Comau a inizio produzione: «In tal modo la macchina viene messa in condizione di gestire autonomamente tutto il ciclo di lavoro senza ulteriori interventi da parte dell’operatore».

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