Più efficienti con l’energy manager

LA NORMATIVA fra criticità e opportunità

Il quadro normativo italiano non brilla certo per semplicità e immediatezza. Anche per questo motivo abbiamo chiesto sempre a Dario Di Santo, direttore di Fire (Federazione italiana per l’uso razionale dell’energia), una riflessione in merito. Ovvero se quanto a oggi vigente e/o cogente in materia, venga ritenuto ben strutturato per agevolare l’uso razionale dell’energia oppure presenta margini di miglioramento. Quali poi le criticità e quali i punti a favore?

«Per incentivare l’efficienza energetica negli usi industriali», ha precisato Di Santo, «sono disponibili i certificati bianchi, uno strumento particolarmente interessante per l’industria in questa fase. I benefici rispetto al costo di investimento sono variabili, ma non è difficile trovare casi in cui si supera il 30%. Il meccanismo è stato usato con successo da acciaierie, cementifici, cartiere, vetrerie, aziende nel settore ceramico e così via. Sono però molti i casi in cui non ci si è pensato per ignoranza di tale opportunità. Anche a sfruttare queste occasioni può servire un valido energy manager, tanto più che per alcuni mesi sarà ancora possibile ottenere l’incentivo per interventi realizzati negli ultimi anni, oltreché per nuove realizzazioni».

Ricordiamo che i certificati bianchi, più propriamente definiti Titoli di efficienza energetica, sono titoli che certificano i risparmi energetici conseguiti realizzando specifici interventi di efficientamento. Implicando dunque il riconoscimento di un contributo economico, rappresentano un importante incentivo a ridurre il consumo energetico in relazione al bene distribuito.

«Un aspetto significativo che vale la pena sottolineare», ha concluso Di Santo, «è che per accedere a questo e/o altri incentivi, così come per conseguire i migliori risultati in termini di energy management, è fondamentale disporre di misure di dettaglio sui consumi energetici per i principali centri di consumo. Questo rappresenta spesso un problema, visto che molte aziende non hanno investito in sistemi di monitoraggio negli anni. C’è poco da stupirsi se poi gli sprechi sono consistenti e se non ci si è mai accorti delle opportunità di intervento. Ormai lo sviluppo delle tecnologie Ict mette infatti a disposizione dei sistemi di monitoraggio e di automazione che consentono di gestire al meglio la produzione industriale nel suo complesso, e l’energia fra gli aspetti puntuali. Un sistema di Kpi, ovvero Key performance indicator adeguato, è essenziale sia per la competitività, sia per l’efficienza energetica».

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