Passa da Brescia il futuro della siderurgia

(da: Greenreport.it)

Sei esponenti di altrettante aziende del comparto siderurgico italiano sono attesi a riunirsi e discutere del futuro dell’industria dei metalli in Italia e in Europa dinanzi al docente del Politecnico di Milano e commissario dell’Ilva per l’attuazione dell’autorizzazione integrata ambientale (Aia) Carlo Mapelli nel corso del 29esimo outlook sul mercato dell’acciaio previsto per il 26 novembre prossimo dalle 15 ad Adro (Brescia) presso Villa Crespia. La tavola rotonda al centro dell’incontro organizzato da Siderweb dovrebbe vedere la partecipazione di Luca Benetti, direttore commerciale della bolzanese Stalhbau Pichler; di Giancarlo Colombini (responsabile delle vendite di Acciaierie Bertoli Safau con sede a Pozzuolo del Friuli in provincia di Udine); del presidente di Gruppo Manni (Verona) Giuseppe Manni. Con loro anche il responsabile degli acquisti di Leitner, sede a Vipiteno (Bolzano) Alberto Nichelatti; il managing director del gruppo lecchese Agrati Paolo Pozzi; infine Tommaso Sandrini, amministratore delegato di San Polo Lamiere da San Polo di Torrile, presso Parma.
Tema centrale del confronto preceduto dall’analisi tecnica dell’andamento dei cambi, delle commodity e dei prezzi dell’acciaio da parte del chief analyst di Siderweb Achille Fornasini; e dall’analisi dell’andamento dell’economia a livello globale, continentale e nazionale, del comparto siderurgico e dei settori utilizzatori di acciaio firmata dal direttore del Centro studi di Siderweb Gianfranco Tosini, è la sovracapacità produttiva dell’Europa che molti considerano ormai impossibile da assorbire con immaginabili danni per il sistema economico e industriale continentale. «Noi crediamo», ha fatto sapere Siderweb, «che qualcosa ancora si possa e debba fare. Pensiamo, infatti, che nel dialogo tra i livelli della filiera siderurgica e, soprattutto, nell’incontro tra la produzione e la distribuzione di acciaio e i propri utilizzatori finali si nasconda una risorsa preziosa per il tanto invocato progresso a cui tutto il sistema sembra essere chiamato con insistenza».

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