«Non siamo più sull’orlo del baratro»

(da: Agi, Agenzia giornalistica italiana)

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Confindustria è pessimista, anche se ha notato segni di miglioramento nell’economia italiana. Viale dell’Astronomia ha tagliato le sue stime sul Prodotto interno lordo (Pil) e ha previsto una crescita solo dello 0,2% nel 2014, contro il +0,7% inizialmente stimato e del’1% il prossimo anno, contro il +1,2% precedentemente pronosticato. Si tratta di livelli molto al di sotto del +0,8% e +1,3% previsti dal governo.
Secondo il centro studi dell’associazione degli industriali, dopo la falsa partenza di fine 2013, il recupero è atteso «a cominciare dalla seconda metà dell’anno in corso» ed è «favorito dagli ulteriori progressi nel contesto internazionale; dall’afflusso di capitali che allenta le tensioni nei mercati finanziari; dalle nuove misure della Bce; dall’attenuazione del credit crunch soprattutto dopo l’avvio in novembre della vigilanza unica, dal diffondersi dei miglioramenti che ora si osservano in alcune aree del Paese, anzitutto nel Nord-Est».
«L’Italia non è piu’ sull’orlo del baratro», ha notato il presidente di Confindustria, Giorgio Squinzi, anche se «i numeri sono ancora difficili da accettare». «Ed è necessaria una scossa politica molto forte per riportare l’Italia su un più alto sentiero di sviluppo» precisa il Centro studi Confindustria, secondo il quale «la turbolenza politica rimane un freno, seppure si sia molto attenuata e abbia preso corpo nel Paese l’aspettativa di importanti riforme».
Complessivamente, secondo il Csc (Centro studi di Confindustria), durante la crisi un milione di persone hanno perduto il posto, un numero che quasi raddoppia se applichiamo l’indicatore che tiene conto della possibilità che più persone occupino lo stesso posto. E la deriva non e’ finita: il tasso di disoccupazione è destinato a salire al 12,6% nel 2014 dal 12,2% registrato nel 2013 per poi tornare leggermente a calare nel 2015 al 12,5%.
L’occupazione totale scenderà nel 2014 dello 0,6% per poi tornare a salire dopo un triennio di segni negativi nel 2015 con un +0,4%. L’indebitamento della Pubblica amministrazione è previsto nel 2014 al 2,9%, per poi scendere al 2,5% del pil nel 2015, mentre nel complesso il debito della Pa raggiungerà il 135,9% del Pil nel 2014 per poi ridursi al 135,1% nel 2015. Questo andamento, secondo Confindustria, non dovrebbe comportare manovre aggiuntive.
Buone notizie per i consumi delle famiglie che dovrebbero aumentare dello 0,1% nel 2014 e avere un’accelerazione allo 0,8% l’anno prossimo. Lo stesso indicatore ha subito un calo del 4% nel 2012 e del 2,6% nel 2013.
Gli investimenti fissi lordi caleranno ancora nel 2014, sebbene a ritmi più contenuti: la contrazione prevista è dello 0,7% contro il -4,7% del 2013 e il -8% del 2012. Il rimbalzo è previsto nel 2015, con un incremento del 2%. «Da mesi le indagini qualitative concordano nel segnalare miglioramenti del clima di fiducia e dell’attività operativa, ma a questo andamento non è finora corrisposto un significativo incremento nei dati effettivi produzione e di domanda, diversamente da quanto avveniva in passato», hanno detto gli analisti di Confindustria.

(da: Agi, Agenzia giornalistica italiana)

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