Mercato

Non ci resta che l’export

I dati di consuntivo per l’anno 2011 e le previsioni per la fine del 2012 diffusi dalla Federazione delle associazioni nazionali dell’industria meccanica varia e affine (Anima) mostrano che il settore soffre la crisi del mercato interno ma gode di concrete chance di crescita legate alle esportazioni. Non ha sorpreso quindi, vedere come alla luce della critica congiuntura economica globale che le attività riguardanti il mercato nazionale abbiano il segno meno. Nel corso dell’incontro di presentazione del consuntivo 2011 delle stime per il 2012 sono stati annunciati un progetto diretto all’estremo Nord-Est del globo e una missione ufficiale in Australia. «L’attività di internazionalizzazione», ha in proposito commentato il presidente di Anima Sandro Bonomi, «può costituire un prezioso supporto per le aziende e una speranza per il futuro» grazie anche a «mercati come il distretto Siberiano, verso il quale abbiamo attivato un progetto specifico denominato Mecca Ru; e come l’Australia che sarà oggetto di una missione confindustriale a fine novembre. In programma per il 2013 ci sono anche iniziative verso il Brasile e ancora l’Australia, con missioni ad hoc» riservate in misura specifica ai «settori manifatturiero, oil & gas e acqua». Mecca Ru è cofinanziato dalla regione Lombardia e dalla Camera per il commercio di Brescia e realizzato in collaborazione con il consorzio Brescia Export e l’Agenzia per la Russia. Nel suo complesso la meccanica varia e affine ha generato nel 2011 un valore della produzione pari a 43 miliardi e 566 milioni di euro mentre nel 2012 essa dovrebbe essere attesa da un lieve calo che la condurrà a 43 miliardi e 450 milioni circa. Lo scorso anno si è anche perso l’1,7% della forza lavoro che tuttavia dovrebbe vivere un parziale recupero per fine dicembre giungendo a totalizzare 195 mila e 256 unità contro le 194 mila e 863 precedenti. È appunto dagli sbocchi oltreconfine che arrivano le note più positive visto che le vendite all’estero hanno dovrebbero toccare quota 25 miliardi e 544 milioni di euro in valore, in aumento del 2,1% su un 2011 che a sua volta ha vissuto un passo avanti di 2,8 punti arrivando a 25 miliardi e 13 milioni. Si può supporre che il miglioramento sia pure in parte frutto degli investimenti compiuti dalle imprese tricolori. Quanto alle esportazioni nel 2011 esse sono state protagoniste di un vero e proprio exploit negli Emirati Arabi Uniti (+132%) ma hanno viaggiato in doppia cifra anche altrove. Per esempio in Arabia Saudita (+34%); in Turchia (+32%); in Belgio e nei Paesi Bassi (+20 e +10%), ma anche negli Stati Uniti (+11%) e soprattutto in Germania (+19%).

 

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