L’opinione: dopo la crisi, aspettando una nuova alba

(da: reteimprese.it)

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Pesante o leggera, superata oppure ancora strisciante, una cosa è ormai certa: di questa crisi proprio non vogliamo più saperne.
Negli ultimi mesi ho incontrato moltissimi titolari e responsabili di aziende del settore meccanico. Dalle grandi acciaierie alle piccole officine, dallo stampatore al fonditore, dal laminatore allo studio di progettazione, da chi produce le più sofisticate macchine di lavorazione a chi le utilizza nelle attività di ogni giorno. Al di là delle ovvie differenze di obbiettivo e scala, ad ascoltarli bene, hanno tutti una stessa storia da raccontare, fatta di carenza di ordinativi e dalla fastidiosa stretta su credito. Vedono un presente difficile ed un futuro da costruire. Del passato quasi sorridono scaramantici. Non tanto perché gli anni passati abbiano lasciato qualcosa di cui essere allegri. Quanto piuttosto per come viene talvolta spontaneo sorridere ripensando alla propria ingenuità di fronte ad un futuro immaginato molto più semplice di come la bizzarra realtà preferisce costruirlo.
Quando, ormai tanti anni fa, le prime avvisaglie della crisi si affacciarono alla porta, l’opinione assai più ricorrente si consolava tratteggiando una crisi passeggera: così imprevedibilmente come aveva preso avvio, tanto improvvisamente sarebbe di necessità scomparsa. Nel frattempo, sarebbe bastato stringere un po’ la cinghia ed attendere. Quindi, in quelle lunghe settimane si era alla ricerca di un qualche nuovo ordine, di un vecchio contatto tralasciato, di una idea lasciata finora nel cassetto. In sostanza, aziende e mercati non miravano a niente più di una boccata di ossigeno imprenditoriale.
A guardarsi ora indietro, questo modo di reagire appare tanto inutile quanto irrealistico. Quella passata è stata forse la prima delle prime grandi crisi strutturali che hanno colpito e che, con ogni probabilità, andranno spesso a colpire il nostro sistema produttivo nel prossimo futuro. E, se c’è qualcosa che ha insegnato questo periodo oscuro, è che la tempesta non si affronta navigando solo a vista, quanto, piuttosto, tracciando una rotta sicura.
Certo non sembra esserci molto da inventarsi quando tutto il Mondo appare bloccato sotto un mantello di sfiducia; ma con lungimiranza e per piccoli passi molto può essere messo in cantiere.
Non bisogna dimenticare che le crisi sono state da sempre un momento di grande cambiamento e di rinascita. Più è profonda la crisi e più lo scenario che ne uscirà sarà rivoluzionato nei suoi equilibri. In questo senso la crisi economica e finanziaria che abbiamo appena attraversato e che ha frantumato molte realtà produttive, è stata, allo stesso tempo, anche una grande opportunità per tutti gli altri… di riposizionamento del proprio business, dell’azienda e del marchio.

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