Lavoratori infaticabili

L’automazione robotica trova nella fonderia un campo fertile di utilizzo perché garantisce importanti vantaggi tecnici, di produttività e di costi, afferrando, manipolando, spostando, caricando ogni tipo di getti.

La fonderia è un ambiente di lavoro decisamente ostile: la polvere, fine o grossolana che sia, abbonda, così come le temperature molto elevate o la presenza di fumi aggressivi; per non dire della continuità di un lavoro spesso pesante, o della ripetitività estrema dovuta a movimenti sempre uguali a se stessi. Sono tutte caratteristiche che vengono affrontate con difficoltà dall’uomo, e infatti l’automazione ha iniziato presto a essere adottata in questo settore dell’industria. Un robot può svolgere le stesse funzioni di un addetto umano con velocità maggiore, aumentando la produttività complessiva dell’impianto, con una costanza di precisione che non ha paragone, o con la totale mancanza di sintomi di fatica che una macchina può vantare. Da anni vediamo robot che operano su macchine per pressofusione, afferrando all’estrazione getti a temperature di duecento gradi, mentre in altre applicazioni movimentano con disinvoltura carichi di notevole peso. Ma qual è lo stato dell’arte oggi? Come si è evoluta l’automazione in fonderia? Lo abbiamo chiesto ad alcuni dei protagonisti del settore dell’automazione, innanzitutto i costruttori di robot e apparecchiature automatiche, il cui catalogo è quanto mai ampio per tipologia e impiego.

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di Giancarlo Giannangeli

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