La parola alle imprese: Comau, R&D in primo piano

Comau NJ 4 - Spot Welding Machine, rappresentazione plastica della Ricerca & Sviluppo Comau: tecnologia a polso cavo e pinza di saldatura integrata con tecnologia proprietaria Comau, unico al mondo

Comau NJ 4 – Spot Welding Machine, rappresentazione plastica della Ricerca & Sviluppo Comau: tecnologia a polso cavo e pinza di saldatura integrata con tecnologia proprietaria Comau, unico al mondo

Mauro Giaccone, direttore vendite Italia di Comau Robotics, ha risposto alle nostre domande.

Qual è la filosofia operativa con cui Comau si pone sul mercato attuale?
Occupandoci di prodotti particolarmente tecnologici, puntiamo sempre di più sull’attività di Ricerca & Sviluppo, per essere in grado di soddisfare al meglio tutti i settori di applicazione della robotica. Guardiamo dunque sempre avanti in tema di tecnologia, seguendo e possibilmente anticipando le richieste del mercato grazie all’attenta analisi dei nostri tecnici.

L’attività di Ricerca & Sviluppo è quindi imprescindibile per una realtà come la vostra?
Ha senz’altro una rilevanza fondamentale. Alla base della nostra attività di Ricerca & Sviluppo vi è un preciso esame degli input del mercato da parte di tecnici con importanti esperienze nella robotica applicata e, quindi, capaci di fornire le linee-guida da seguire. I nostri segmenti manager sono infatti specialisti in grado di comprendere ciò di cui il mercato ha bisogno, ora e nei prossimi anni, indirizzandovi l’attività di Ricerca & Sviluppo.

Qual è l’obiettivo che vi siete posti?
Partito indicativamente a inizio 2013, il nostro obiettivo è quello di raddoppiare entro 3 anni la nostra produzione di robot. Per raggiungere tale obiettivo stiamo puntando sulle aree del mondo oggi maggiormente ricettive per quanto riguarda automazione e robotica: parliamo ad esempio di Brasile, Far East e, chiaramente, Cina e India. Nell’ottica del nostro obiettivo intendiamo altresì aumentare la percentuale di robot destinati al settore general industry, in applicazioni quali pallettizzazione, food & beverage e fine linea, continuando comunque a concentrarci fortemente sul mercato automotive, che rimane a tutt’oggi il maggior settore di destinazione per il comparto della robotica (70% circa della produzione).

Quali sono le maggiori tendenze di mercato che rilevate attualmente?
In termini di applicazioni, trova oggi particolare evidenza la pallettizzazione, come testimonia la percentuale di robot venduti e destinati a tale utilizzo. In termini generali, invece, spicca la richiesta di una sempre maggiore standardizzazione dei robot, in un’ottica di semplicità di programmazione, facilità di impiego, comodità di integrazione, e così via. In particolare, sono proprio i nuovi mercati di cui abbiamo parlato, con la loro limitata esperienza in tema di robotica, a richiedere maggior agevolezza applicativa.

Qual è la vostra posizione in tema di efficienza e risparmio energetico?
Prestiamo grande attenzione a questi temi, anche perché siamo parte del gruppo Fiat, che li ha posti tra i capisaldi della sua filosofia. Anche per i robot Comau vengono quindi considerati e applicati, dove possibile, tutti i sistemi che rispondono a requisiti di risparmio energetico. Vorrei citare qui giusto tre esempi significativi: l’energia prodotta dai motori durante la decelerazione dei robot viene recuperata e riutilizzata; le ventole di raffreddamento del quadro di controllo girano solo quando necessario e a velocità proporzionali all’effettivo raffreddamento richiesto; i motori utilizzati sono quelli che garantiscono il minor consumo possibile di energia.

Come si caratterizza la vostra offerta dedicata all’utilizzo in ambienti ostili e, in particolare, all’ambito delle fonderie?
Praticamente tutti i modelli di robot Comau sono disponibili anche in versione fonderia, con protezione IP67 e in grado di lavorare in ambienti ostili. Anche in questo caso abbiamo operato una standardizzazione, così che non vi sia necessità di robot “vestiti su misura”: tutti i robot in versione fonderia sono infatti capaci di adattarsi con facilità alle diverse esigenze. Tra le caratteristiche distintive, considerato in particolare il calore che si sviluppa in un ambiente come questo, vale la pena sottolineare che vicino al polso del robot, vale a dire la parte più adiacente alla possibile fonte di calore, non vi sono motori o cavi, ma solo meccanica. E anche in tema di manutenzione, particolarmente complessa e faticosa per gli addetti in questi ambiti di utilizzo, i nostri robot in versione fonderia sono caratterizzati dalla bassissima, o quasi nulla, necessità manutentiva.

Quali sono i modelli di robot più utilizzati o interessanti per il settore fonderia?
In questo settore i robot maggiormente richiesti sono quelli di portata tra i 40/50 kg e i 300/350 kg. In ambito fonderia ci siamo quindi focalizzati su questa gamma, dotata di tutte le caratteristiche necessarie, come ad esempio quella già citata dei motori e dei cavi elettrici arretrati rispetto all’area di manipolazione, oppure le parti meccaniche in movimento protette da caldo, polveri e altri elementi dannosi. Mi preme inoltre evidenziare particolarmente in questo contesto il nuovo terminale di programmazione introdotto quest’anno sul mercato. Questa interfaccia uomo-macchina, concepita per poter operare in ambienti ostili come quello della fonderia, oltre a essere completamente touch screen con schermo a 7” facilmente visualizzabile, mantiene anche la possibilità di dare i comandi tramite tasti (totalmente protetti), in considerazione del fatto che sovente gli addetti si trovano operare indossando i guanti e non a mani nude.

Quale rapporto avete instaurato con il settore fonderia e come vi avvicinate a esso?
Va detto innanzitutto che Comau, con la sua diversificata offerta di robot antropomorfi, opera in ambito fonderia da moltissimi anni. In questo settore si occupano dell’utilizzo del robot e della sua integrazione le società di automazione, i cosiddetti integratori, che inseriscono opportunamente il robot nel contesto operativo cui è destinato. Quello che facciamo noi, dunque, è selezionare al meglio le società di automazione che lavorano con i nostri robot soprattutto nel settore fonderia dove, per l’ambiente ostile da affrontare, servono in effetti esperienza e know how ancora maggiori. Ci rapportiamo quindi con aziende che presentano tali caratteristiche, fondamentali per la soddisfazione del cliente finale, cioè della fonderia.

Cosa proponete e come siete organizzati in tema di formazione?
Nella nostra sede centrale di Torino è presente un centro notevolmente attrezzato, dove vengono tenuti corsi di formazione, anche di breve durata, rivolti al mercato nazionale. Ovviamente anche le filiali in tutto il mondo sono adeguatamente attrezzate e organizzate in proposito. I nostri corsi specifici si rivolgono da un lato al cliente finale, nel qual caso sono più mirati all’utilizzo quotidiano del robot nelle sue funzioni, mentre, dall’altro lato, i corsi rivolti alle società di automazione riguardano integrazione, interfacciamento, conoscenza approfondita del software di programmazione, e così via. In entrambi i casi l’obiettivo è consentire di sfruttare pienamente e al meglio il robot in tutte le sue funzionalità.

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