La meccanica italiana resiste con l’export

Sandro Bonomi, presidente di Anima (dal sito: anima.it)

Secondo i dati relativi all’intero 2012 e al primo semestre del 2013 con proiezioni sino alla fine dell’anno diffusi dalla Federazione delle associazioni nazionali dell’industria meccanica varia e affine (Anima) la meccanica italiana ha visto valori in discesa dell’1,9% a 40,2 miliardi di euro lo scorso anno e per dicembre ne attende una ulteriore discesa dello 0,6%. Alle prese con le difficoltà della domanda interna il settore soffre anche il decremento dei margini sui mercati esteri a causa, secondo il presidente Sandro Bonomi e il vicepresidente della Fondazione Edison e docente di Economia industriale dell’università Cattolica di Milano Marco Fortis, della crescente concorrenza globale e delle croniche inefficienze del sistema-Paese (alti costi dell’energia, burocrazia, ritardi infrastrutturali, cuneo fiscale) e degli alti interessi rispetto ai competitor stranieri.

La meccabica tricolore ha generato un +1,1% di valori delle esportazioni per 23 miliardi equivalenti al 57% del totale mentre gli investimenti sono calati soltanto dello 0,6%; e l’occupazione dello 0,3%. Nel 2013  gli ulteriori cali dovrebbero attestarsi allo 0,2% e per fronteggiare le difficoltà il presidente di Anima Sandro Bonomi ha proposto un allineamento dei costi energetici a quello dei concorrenti principali in Europa e il sostegno alla legge Sabatini per il rinnovo di tecnologie e parchi-macchine. Ha invocato la riduzione delle imposte per chi investe in innovazione, internazionalizzazione e occupazione; e lo snellimento degli oneri burocratici per le infrastrutture di acqua, gas, energia. L’auspicio di Bonomi è quello di gestire un «approccio di filiera integrato» per i grandi progetti infrastrutturali o edilizi e le iniziative nel segmento oil & gas. Sandro Bonomi ha inoltre reclamato un deciso stop «all’affidamento degli appalti in base alla logica dei prezzi al massimo ribasso»; e: «vincoli minimi d’efficienza, risparmio energetico e uso di fonti rinnovabili e sicurezza per la sostituzione e la manutenzione di impianti a partire dal patrimonio immobiliare della pubblica amministrazione». Il 2012 ha condotto un calo della produzione dell’1,4% per macchine e impianti per l’energia e il montaggio di impianti industriali; e del 3,5% per le tecnologie e i prodotti per l’industria, contro il -4,4% di logistica e movimentazione delle merci. In discesa dell’1,2% le tecnologie alimentari e del 2,4% le macchine per la sicurezza dell’uomo e dell’ambiente.
Poche le variazioni nel 2013 quando però l’alimentare dovrebbe crescere dello 0,3%. La tenuta dell’export dovrebbe confermarsi con il +1,8% dell’energy e il +0,8% dell’alimentare insieme al +2,9% dell’edilizia. Una flessione è attesa però per l’industria e la sicurezza (-1,5 e -1,2% rispettivi) e soprattutto della logistica che potrebbe perdere il 6,9%.

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