Il domani di Assofond inizia il 12 giugno

metef_2012_13Al centro congressi Verona Fiere in occasione del Metef e con inizio dei lavori dell’assemblea pubblica previsti per le 10.30 è in calendario il 12 giugno l’evento Business globale, la strada che porta a domani organizzato da Assofond, la Federazione nazionale delle fonderie italiane.
Destinato a concludersi alle 16 con la visita alle Fonderie Zanardi, l’appuntamento contempla in mattinata l’introduzione ai lavori e l’intervento dei presidenti di Assofond Roberto Ariotti, di quello del Gruppo Componenti Anfia Aurelio Nervo; di Mario Bertoli di Assomet e di Francesco Savelli, per Amafond.
A seguire un intervento di scenario generale sui mercati e sul settore della componentistica (macro-economia, analisi dei trend di internazionalizzazione, focus su mercato europeo ed extra europeo) a cura di Andrea Marinoni (Roland Berger); e la relazione su Il Gruppo Fiat-Chrysler nel contesto internazionale, a cura di Alfredo Altavilla – Chief operating officer per la macroregione Emea & Head of business development di Fca stessa.
Altavilla, Ariotti e Roberto Vavassori di Anfia/Brembo sono attesi come protagonisti della tavola rotonda sul tema La crescita nei mercati esteri. Come e dove in programma alle 12, mentre a chiudere i lavori dovrebbe essere il vice ministro dello Sviluppo economico con delega all’internazionalizzazione Carlo Calenda, prima di lasciare spazio al pranzo e alla libera visita alla fiera.

I presupposti dell’appuntamento a Verona
«L’industria automotive e, più in generale, l’industria manifatturiera italiana, non può più fare a meno di presidiare i mercati internazionali, puntando non solo ad accrescere l’esportazione delle proprie eccellenze e dei prodotti più innovativi», ha reso noto Assofond nel presentare l’iniziativa, «ma anche a localizzarsi nelle aree a maggior crescita, dove può e deve conquistarsi una posizione di rilievo nella competizione con gli altri player globali. Lo studio di una società di consulenza specializzata ha valutato lo scenario, i processi e gli attuali trend di internazionalizzazione delle aziende dei settori industriali a noi vicini».
E ancora: «Nonostante tutte le difficoltà e i costi del sistema Italia, le caratteristiche familiari e dimensionali delle nostre imprese alimentano la propensione ad investire in Italia, conservando e rafforzando il capitale sociale preesistente, con effetti positivi sulla qualità e innovazione dei prodotti ed effetti negativi dal lato dei costi e della logistica verso clienti lontani, prossimi al mercato finale. A queste imprese», è l’opinione della Federazione, «interessa prevedere la dimensione e localizzazione delle costruzioni veicolari nel continente europeo, le prospettive per una elevata qualità ed innovazione del prodotto/servizio, originata in Italia e che richiede una importante dote di capitale sociale contrapposta all’esigenza dei costruttori di disporre di un prodotto/servizio prossimo allo stabilimento di assemblaggio. In vista dell’ultima esigenza è importante comprendere la possibilità di costituire delle joint venture alle quali le fonderie italiane possano partecipare con l’apporto di contenuti tecnologici, astenendosi dalla responsabilità dell’investimento e gestione operativa».

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