Federacciai: un impianto di preridotto per rilanciare Piombino

Antonio Gozzi, presidente di Federacciai (da: Ilgiornaledibrescia.it)

Antonio Gozzi, presidente di Federacciai (da: Ilgiornaledibrescia.it)

Presieduta dal numero uno dell’associazione Antonio Gozzi, si è svolta il 6 novembre a Milano una riunione straordinaria del direttivo di Federacciai, sigla rappresentativa delle imprese siderurgiche nazionali. I principali produttori italiani di acciaio da forno elettrico si sono confrontati per discutere della proposta di costituire una società consortile partecipata dagli stessi imprenditori finalizzata a dare vita al progetto per la realizzazione di un impianto di preridotto o Dri dalla capacità di 2,5 milioni di tonnellate di produzione annua.
In gioco, c’è una tecnologia relativamente nuova che permette di impiegare il minerale preridotto (Dri/Hbi) all’interno dei forni mixato con il rottame tradizionale e che fra i suoi vantaggi presenta l’abbattimento considerevole delle emissioni di CO2 e, grazie al minor utilizzo di rottame non di primissima scelta presente oggi sul mercato, una migliore qualità della colata e quindi del prodotto finale. Tra gli svantaggi essa conta però gli alti costi operativi dovuti ai maggiori costi per l’utilizzo di gas.
Nel corso dell’incontro, il presidente Gozzi e gli imprenditori presenti hanno discusso più nel dettaglio del progetto, centrato su un nuovo impianto destinato idealmente a sorgere in una località ideale, Piombino, in una delle aree portuali attualmente di proprietà di Lucchini spa, azienda in amministrazione straordinaria.

Nuove prospettive per la siderurgia toscana
Oltre a contribuire significativamente al miglioramento delle condizioni di approvvigionamento della materia prima per le aziende siderurgiche italiane,  visto che il Dri può essere caricato nei forni elettrici fino a una percentuale del 30%, la produzione di preridotto rappresenterebbe inoltre un importantissimo supporto all’installazione di un forno elettrico al servizio della stessa siderurgia piombinese, ipotesi che sembra rientrare nella prospettiva strategica del sito siderurgico di Piombino, così come esplicitato nelle offerte dei due player (Jindal e Cevital) che hanno manifestato l’interesse a rilevare gli impianti. Parte della produzione di Dri potrebbe infatti essere caricata a caldo nel forno elettrico con notevoli benefici in termini ambientali oltreché di miglioramento della produttività, di dipendenza dal rottame e riduzione dei consumi energetici.
L’investimento per la realizzazione dell’impianto, che Federacciai stima possa occupare circa 150 persone, sarebbe nell’ordine di 450 milioni di euro.
«Tengo a sottolineare l’importanza dell’iniziativa presentata», ha commentato Antonio Gozzi, «poiché non si tratta di una scelta estemporanea, ma del frutto consapevole e meditato di un lungo e approfondito processo di valutazione delle diverse opzioni che, alla luce dell’attuale, e del prevedibile futuro contesto competitivo, i nostri imprenditori hanno deciso di perseguire. Il progetto si inserisce nella più ampia strategia avviata dalla stessa Federacciai per rafforzare e consolidare il settore in un momento economico difficile attraverso attività mirate sui principali fattori di costo (ovvero l’energia e il rottame) che limitano la nostra competitività a livello internazionale. Sul lato dell’energia elettrica nei giorni scorsi, dopo mesi di impegno, abbiamo costituito Metal Interconnector, iniziativa che contribuirà alla realizzazione dell’interconnessione Italia-Francia sostenendo concretamente la competitività dell’industria italiana. Questa ulteriore iniziativa», ha concluso il presidente, «nasce invece per far fronte al problema del rottame la cui situazione nel nostro Paese continua a peggiorare per scarsità e per il progressivo peggioramento della qualità. Siamo in questo momento tutti impegnati ad aumentare la qualità e la sostenibilità ambientale delle nostre produzioni, a garantire un futuro più solido alle nostre aziende, tutelando l’occupazione e riassicurando il ruolo positivo che questo settore fornisce al made in Italy e più in generale alla società».

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