Preriduzione a Piombino, ultima chance per la siderurgia

(da: massimomucchetti.it)

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Fra i temi caldi del recente convegno dal titolo Preridotto (e non solo) ai raggi X organizzato a Brescia dalla community di Siderweb vi è stata anche la proposta, formulata all’inizio dello scorso novembre da Federacciai, di realizzare un impianto di preriduzione a Piombino,  con l’intenzione di rilanciare il business siderurgico dell’area grazie anche, sempre secondo il piano espresso dal presidente della sigla di categoria Antonio Gozzi, alla creazione di una società consortile dedicata.

Siderweb e, naturalmente, il presidente Antonio Gozzi, hanno parlato del progetto come di un «investimento di sistema che va contro il cliché dell’imprenditore italiano solitario e individualista» e che oltre a ciò richiede uno sforzo economico coraggioso e ingente, specialmente in tempi di crisi, pari secondo le prime stime a 400 milioni di euro.
«La realizzazione di questo impianto», ha detto Gozzi nel corso dell’incontro bresciano, «avverrà con la collaborazione di una cordata di imprenditori siderurgici nazionali e sarà un intervento a salvaguardia della siderurgia italiana».
Federacciai, infatti, ha stimato che una volta a regime l’impianto possa sfornare 2,5 milioni di tonnellate annue di preridotto, un semilavorato che può sostituire il rottame nella carica dei forni delle acciaierie, consentendo di calmierare il prezzo del rottame. «Ciò produrrebbe benefici per le acciaierie per oltre 100 milioni di euro all’anno», stando appunto ai calcoli preliminari.
Viceversa, se ciò non dovesse accadere e se dovesse invece verificarsi un ulteriore incremento delle quotazioni del rottame, per Gozzi allora «la siderurgia italiana corre il rischio di chiudere». Si è detto favorevole a questa proposta anche Maurizio Calcinoni, presidente di Nuovo Campsider, associazione facente capo a Federacciai, precisando che la realizzazione dell’impianto a Piombino rappresenta un’alternativa valida in «un’industria che sta cambiando».
Massimo Mucchetti, presidente della decima Commissione Permanente – Industria, commercio e turismo del Senato, si è detto favorevole a sua volta al piano, augurandosi che tale progetto sia apripista per un analogo investimento anche all’Ilva di Taranto. Gianfranco Tosini, responsabile dell’Ufficio Studi di Siderweb, e Ruggero Alocci, vice presidente del Ferrous Board del BIR, invece, hanno previsto un aumento dell’uso di preridotto nella siderurgia mondiale nel prossimo futuro, precisando però che per realizzare un impianto sostenibile economicamente in Italia sia necessaria una forte diminuzione del prezzo del gas naturale.
Achille Fornasini, chief analyst di Siderweb, ha analizzato i prezzi delle materie prime siderurgiche, concludendo che negli ultimi anni le quotazioni del preridotto sono tendenzialmente aumentate, quelle del rottame diminuite e quelle della ghisa sono rimaste sostanzialmente stabili. Infine, Alessandro Martinis, executive vice president di DECM Danieli, e Carlo Mapelli, docente di metallurgia al Politecnico di Milano, hanno spiegato nel dettaglio le peculiarità tecniche della produzione del preridotto e Raul Petrelli, global relationship manager del Banco Popolare, ha illustrato i nuovi rapporti tra banca ed impresa.
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