Buone notizie (o quasi) dalla produzione industriale

(dal sito: Adiantum.it)

Ha segnato finalmente un cambiamento in positivo l’andamento della produzione industriale in Italia censito dall’Istituto nazionale di statistica o Istat.
Vero è che su base annua e ovvero dall’ottobre del 2012 essa è ancora in calo per 1,8 punti percentuali ma d’altra parte fra il settembre e l’ottobre di quest’anno ha registrato un segno più crescendo dello 0,5%. Si è così al secondo incremento consecutivo e anche al più marcato passo in avanti a partire dallo scorso gennaio anche se guardando in dettaglio alla varietà dei settori presi in esame le differenze saltano agli occhi.
Per esempio sono segnalate in calo le attività estrattive scese del 13,2%; quelle relative a coke e raffinazione (-11,4%); infine il segmento energy che ha subito una flessione di quasi un punto. Importante è però in riferimento anche all’industria fusoria la crescita dello 0,5% dei beni strumentali, laddove più in generale è da accogliere con ottimismo il +9% della fabbricazione di apparecchiature elettriche o non elettriche destinate agli utilizzi casalinghi. Al contrario, il meno (per circa 6 punti e mezzo) ha toccato l’installazione e la riparazione di macchine.
L’automotive è scivolato per oltre cinque punti nel corso dell’anno – dato cumulato – ma allo stesso tempo a paragone con l’ottobre del 2012 ha guadagnato l’1%.
Ricordando che gli analisti prevedevano al massimo un rialzo dello 0,2% Milano Finanza ha parlato di un risultato che «stupisce» e ha riportato il parere dell’esponente di Bank of America Raffaella Tenconi, secondo la quale i s egnali giunti oggi rappresentano il «barometro della partenza di una fase di ripresa, anche se a livello interno si parla per adesso solo di attenuazione del calo».
Nel frattempo l’Istat ha pubblicato, sempre l’ 11 dicembre, i dati sull’export delle macroregioni italiane per quel che riguarda il trimestre luglio-settembre 2013 e a confronto con i tre mesi precedenti. Le vendite all’estero sono salite del 3,7% per il Nord Ovest; dell’1% a Nord Est e dello 0,8% a Mezzogiorno e nelle isole, laddove il Centro ha rallentato (-0,3%).

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