Assofond fotografa la fonderia italiana

L’assemblea generale ordinaria delle fonderie associate ad Assofond si è concentrata con la relazione curata dal Centro studi dell’Associazione sullo stato di salute dell’industria fusoria italiana e sul suo andamento nel corso del 2012. È emerso in questo modo che nel settore non sono state rilevate nel nostro Paese variazioni significative dal punto di vista del numero complessivo delle imprese in attività. Esse si attestano oggi attorno al totale di 1.111 fonderie distribuite sul territorio. Sono invece degne di maggiore nota le differenze fra la forza lavoro impiegata nel 2011 e quella calcolata invece lo scorso anno. Per le fonderie di metalli ferrosi la differenza è pari all’1,1% di addetti in meno. Nei comparto dei non ferrosi la perdita è più rilevante: -2,9%. I lavoratori diretti impiegati nelle fonderie italiane erano complessivamente al 31 dicembre 28 mila e 745, suddivisi fra i 14 mila e 182 delle fonderie di metalli ferrosi e i 14 mila e 563 dediti invece ai non ferrosi. Per un quadro completo del settore fusorio in Italia, Europa e resto del mondo il riferimento è anche al Focus pubblicato a pagina 14 di questo stesso fascicolo, ma Assofond ha anche evidenziato il decremento della produzione nazionale. Esso è stato pari a 11,5 punti percentuali in meno, per un milione 960 mila e 915 tonnellate prodotte. Il fatturato totale è calato del 9% ed è giunto soltanto a sfiorare quota 7 miliardi di euro dal punto di vista dei valori economici.

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