Amafond, dal convegno 2014 arrivano note d’ottimismo

(da: savelli.it)

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A dispetto della crisi e nonostante le tensioni internazionali ben percepibili sullo sfondo, l’annuale convegno di Amafond, l’Associazione italiana dei fornitori delle fonderie, ha tracciato un quadro tutto sommato incoraggiante dell’andamento del settore.
Centrata, come si è appreso, soprattutto sulle strategie di internazionalizzazione in atto presso le imprese di casa nostra, l’assise svoltasi a Brescia ha ospitato a tale proposito le testimonianze di società come Teksid Aluminum il cui amministratore delegato Paolo Airaldi ha non solo argomentato dei recenti investimenti in Patria, presso le fonderie di alluminio di Carmagnola (Torino) dove grazie anche a forza lavoro trasferita direttamente da Mirafiori e da Magneti Marelli dovrebbe essere potenziata la costruzione delle scocche in alluminio per Fiat Chrysler Automobiles; ma anche di quelli in fase di messa a punto in Brasile, per la produzione di getti in ghisa.
Allo stesso modo, sotto i riflettori sono finite le strategie di espansione in Russia di Gruppo Cividale, che nella regione di Chelyabinsk ha realizzato un polo produtttivo da 45 milioni di euro; e quelle approntate da Cromodora Wheels – presente a Brescia con il suo presidente Giancarlo Dallera – in Repubblica Ceca.
Ripreso dai canali specializzati di Siderweb, il presidente della sigla paneuropea del comparto Cemafon, Gabriele Galante, ha posto in luce la qualità eccellente delle forniture made in Italy, seconde nel mondo per volumi e valori a quelle giapponesi e in grado di lasciarsi alle spalle rivali come Germania, Cina, Stati Uniti.
Secondo Francesco Savelli, numero uno di Assofond, i fattturati delle associate dovrebbero segnalarsi in crescita alla fine di quest’anno, per un volume d’affari molto vicino a quello del 2012 (1,48 miliardi di euro contro gli attuali 1,4) e ben più consistente rispetto a quello registrato lo scorso anno, pari a 1,32 miliardi.
Quanto appunto alla situazione dei mercati globali, Savelli ha sottolineato come la Cina stia ridimensionando i budget indirizzati all’industria fusoria, anche a causa delle problematiche dettate dalla sovra-capacità; e come al contrario negli Stati Uniti si stia assistendo a un rilancio del segmento.
Sull’Europa gravano le ombre della situazione russo-ucraina, ma l’opinione di Savelli è che nelle aree ex-sovietiche una ripresa degli investimenti sia oggi in vista e possibile già dal biennio 2015-2016.

 

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