2014: l’anno del rilancio, visto dalle trafilerie

Gianfranco Tosini, responsabile dell'ufficio studi di Siderweb

Gianfranco Tosini, responsabile dell’ufficio studi di Siderweb

Il 2014 dovrebbe salutare una ripresa del business per il settore delle trafilerie, con un incremento dei volumi e con un lieve aumento dei prezzi. Tuttavia il miglioramento potrebbe rivelarsi insufficiente per risolvere i problemi del comparto, fiaccato da anni di crisi. All’orizzonte c’è quindi la necessità di una ristrutturazione del settore e più in generale della filiera. Questi sono solo alcuni degli spunti di riflessione portati alla luce nel corso di Siderweb outlook, il convegno organizzato da Siderweb in collaborazione con la Camera di commercio di Lecco il 5 marzo scorso e dedicato all’analisi delle prospettive delle trafilerie italiane per i prossimi mesi e discussi anche durante la tavola rotonda fra imprenditori che ha fatto seguito all’introduzione del responsabile dell’Ufficio studi di Siderweb Gianfranco Tosini sulla situazione del comparto nazionale della trafilatura a freddo (che ha perso il 24% della produzione fra 2000 e 2013), alle considerazioni sull’andamento delle materie prime di Achille Fornasini; infine a una interessante trattazione sulle possibilità di finanziamenti alle imprese curata da Umberto De Tata di Banco Popolare.
Sul versante dei prezzi dei prodotti siderurgici necessari all’attività della trafila, Giovanni Bajetti (Lucchini) si attende nei prossimi mesi un incremento delle quotazioni, trainate da «una ripresa del prezzo del rottame».
Questa visione è stata confermata proprio da Achille Fornasini, chief analyst di Siderweb, che ha rilevato come «dopo un calo di circa il 6% del rottame e della vergella da inizio 2014, mi aspetto nelle prossime settimane un rimbalzo del prezzo. Siamo al termine della fase di discesa delle quotazioni».
Ma non solo i prezzi risaliranno. Dopo anni di contrazione, l’economia italiana nel 2014 tornerà a crescere, anche se per misure decisamente risicate: «il Pil si incrementerà dello 0,7% in Italia e dell’1% nell’area  euro. I settori utilizzatori serviti dalle trafilerie miglioreranno rispetto al 2013, ma sarà un incremento moderato, non sufficiente a controbilanciare i cali degli anni scorsi» ha dichiarato Gianfranco Tosini. Tra il 2007 ed il 2013 la produzione del comparto delle trafilerie è diminuita del 17,5%: «un livello difficilmente recuperabile».
Cosa fare allora? «La capacità produttiva oggi è in eccesso ed è necessario ristrutturare le nostre aziende; è arrivata la stagione delle sinergie e delle aggregazioni», ha spiegato Franco Polotti, amministratore delegato di Ori Martin.
Un altro elemento su cui puntare, ha dichiarato invece l’amministratore delegato di ITA Andrea Beri, sono le associazioni di categoria, al fine di far sentire la voce degli imprenditori italiani in Europa. «Da soli non possiamo far nulla. Dobbiamo unirci e ricorrere alle associazioni di categoria ed alle istituzioni europee: la Ue ascolta le richieste dei produttori sull’antidumping, e può darci una mano per difenderci a livello internazionale», ha detto Beri.
Anche perché dalla politica, invece, non sono attesi aiuti. «Dopo ciò che è stato promesso e non realizzato dai governi precedenti ormai non ci sono più aspettative. Credo che gli imprenditori debbano fare esclusivamente gli imprenditori, lavorare in azienda e cercare di trovare nuove strade», è stato il parere espresso dal presidente di CoEl e della sigla dei mollifici italiani Anccem Angelo Cortesi.
Il presidente della Camera di Commercio di Lecco, Vico Valassi, ha ricordato la vicenda che ha portato all’acquisizione dell’acciaieria del Caleotto da parte del cavalier Lucchini, accogliendo con soddisfazione le rassicurazioni di Bajetti sul futuro del laminatoio lecchese del gruppo Lucchini, impianto fondamentale per tutto il distretto metalmeccanico della provincia.

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